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7 agosto 2017

UNO SPETTRO NAZIFASCISTA SI AGGIRA NEL MEDITERRANEO [MA CHI LO FINANZIA?]

C'è un link che collega le indagini della Procura di Trapani sulla nave Juventa e la sua ONG, con i fascisti "comunitari" di Defend Europe.
Il link è quello tra la società di sicurezza privata Imi Security Service di Christian Ricci [il gruppo di contractors che ha "denunciato" le "irregolarità" della nave Juventa, interessando così la Procura di Trapani che ha aperto un fascicolo] e l'ex ufficiale della Marina Militare Gian Marco Concas, portavoce di Generazione Identitaria.
Concas oltre ad essere uno skipper è esperto in navigazione ed è considerato il direttore tecnico dell'operazione navale anti migranti che in questi giorni vede in azione la nave dell'estrema destra C-Star in avvicinamento alla zona Search and Rescue davanti alle acque libiche.
A fine luglio Concas è apparso in un video, leggendo un proclama di Generazione Identitaria, sbeffeggiando associazioni antirazziste, ARCI e Famiglia Cristiana.

Concas fa parte, su Facebook, del gruppo riservato ufficiale della Società che ad ottobre 2016 inviò, dapprima all'AISE [Servizio Segreto Militare] e DOPO alla Squadra Mobile di Trapani, le segnalazioni sulle presunte irregolarità della nave Juventa [ONG tedesca], sequestratra dal GIP di Trapani lo scorso 2 agosto.
Il gruppo Facebook in questione non è aperto al pubblico, collegato direttamente alla home page ufficiale della Imi, chi si iscrive deve prima essere "approvato" dagli amministratori.
L'elenco del membri del gruppo, invece, può essere consultato ed è composto da numerosi contractors con esperienze militari attive inserite nel curriculum personale.





E' lo stesso "ambiente" di mercenari inglesi che ha fornito a Generazione Identitaria la nave razzista C-Star.
Il GIP di Trapani nella ricostruzione sulla nascita della sua inchiesta sulla ONG tedesca Jugend Rettet, riferisce le dichiarazioni di due contractors della Imi: "In particolare Montanino Lucio e Gallo Pietro a bordo della motonave VOS HESTIA, appartenente alla ONG Save the Children, assunti temporaneamente quali dipendenti dell'Agenzia 'Imi Security Service' e le cui dichiarazioni hanno dato origine al presente procedimento penale". Sono loro che per primi informano "di talune anomalie di search and rescue ad opera della Juventa riguardanti le fasi decisive del soccorso in mare effettuate proprio a ridosso delle coste libiche."
Le dichiarazioni dei due vengono rese nel corso in un interrogatorio avvenuto il 14 ottobre scorso ed è da quel momento che la Procura di Trapani inizia ad indagare sulla Juventa.
Ma la prima segnalazione, i due contractors, la mandano ai Servizi di Sicurezza italiani: "Durante un soccorso datato 10 settembre 2016 abbiamo inoltre notato che (...) si allontanava un gommone dirigendosi verso le coste libiche con a bordo solo due uomini (...) Di questa circostanza redigevamo una relazione che inviavamo all'AISE [Servizio Segreto competente per il territorio estero, NdA]".
Dopo il primo interrogatorio i magistratri di Trapani mettono sotto controllo i telefoni dei due contractors e quello di Christian Ricci, il titolare della Imi Security Service; Ricci, intercettato il 27 febbraio scorso sa dell'inchiesta in corso: "Sì, ho visto che c'è un procedimento aperto, una specie di reato, ho visto anche chi è il Procuratore", e Gallo: "Sì, sì, è un'indagine internazionale, non è soltanto localizzata."
Ciò che appare evidente, oggi, è la sinergia tra la prima denuncia e il progetto attivo di Generazione Identitaria.



Il 3 agosto sulla pagina Facebook del gruppo viene pobblicato questo post: "Il lavoro di intelligence di Gian Marco Concas, capitano di DefendEurope, sull'operato delle ONG comincia a dare i suoi frutti”, scrivono gli attivisti della estrema destra europea, “la C-Star deve ancora arrivare alla meta, ma abbiamo già colto la Open Arms e la Golfo Azzurro con le mani nel sacco mentre operano nelle acque territoriali libiche, come ben evidenziato dai dati distanziometrici”.
Al post sono allegate due immagini [screenshot, NdA] della fine di luglio, uno è alquanto strano e preoccupante; viene mostrata la traccia della Open Arms che costeggia la Libia, si legge la data 23 luglio; un tracciato quasi uguale, sempre riferito alla Open Arms e sempre in costa libica, era stato pubblicato sull'account Twitter dell'organizzazione con data 25 luglio.
Sennonché il dato era falso come rilevato da Marine Traffic, l'hub digitale che censisce e pubblica i dati di navigazione.
"Il transponder della Open Arms era stato manipolato da anonimi hackers", informano i tecnici. Esperti di sicurezza informatica conoscono bene il fenomeno, peraltro molto diffuso, usato per truffe assicurative.
Non basta: è anche possibile un attacco software più sottile per sabotare il sistema di navigazione di una nave a distanza e simulare una comunicazione radio da Autorità Marittime.
Il 4 agosto, Famiglia Cristiana, prima della pubblicazione del suo dossier, contatta telefonicamente e via mail ha contattato la Imi Security Service chiedendo se la la Società stessa o suoi dipendenti avesse o avesse avuto contatti con Gian Marco Concas.
Imi Security Service a firma Christian Ricci risponde il 5 agosto: "Non abbiamo mai avuto alcun tipo di rapporto collaborativo o di conoscenza con la persona indicata."
Affermazione falsa come dimostra lo screenshot del gruppo Facebook della IMI.




Lucio Galluzzi
©2017CCL Common Creative Licence

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